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Enrico Brachiale La via tedescaNon sono credente, né mi scervello intorno alla questione se Dio esiste o no, e nelle chiese, sinagoghe o moschee entro soltanto quando
La particolarità di FAME è però il »Service«, che tutte le domeniche viene celebrato alle otto, alle dieci e a mezzogiorno, come in un teatro nel quale tre volte al giorno viene replicata la stessa pièce. In realtà il »Service« non è una funzione religiosa in senso tradizionale, bensì uno spettacolo gospel con tanto di complesso musicale, coro e solisti, e se il tutto si trasferisse dalla chiesa su un palcoscenico, benché i musicisti e i cantanti siano tutti dilettanti, sarebbe un musical da fare concorrenza a Hair o Cats. Lo show, o meglio, il »Service« dura un'ora e mezza, dopo di che si esce dalla chiesa pieni di buon umore e con una certezza nel cuore: se LUI esiste, anche a LUI una cerimonia del genere sicuramente piacerebbe. Sono andato al »Service« di mezzogiorno, celebrato dal reverendo Jay Lee Armstrong, un uomo sulla quarantina che sprizza un temperamento e un'energia incontenibili. Il reverendo Armstrong ballava, saltava, balzava da una parte all'altra del palcoscenico mentre teneva il sermone della settimana durante il quale, predicando sulla libertà, ripeteva continuamente una frase: »Freedom comes with some conditions«, una libertà incondizionata non può esistere, così come non può esistere una libertà senza autorità. Mancavano due settimane alle elezioni e in cuor mio mi chiedevo se il reverendo Armstrong avrebbe fatto qualche riferimento all'attualità del giorno. Non dovetti aspettare molto. »Non vi dirò per chi votare!«, esclamò rivolgendosi ai fedeli, »vi dico soltanto: andate a votare, domani è l'ultimo giorno utile per l'iscrizione alle liste elettorali!« Poi proseguì: »Dobbiamo fare in modo che le aziende americane si rendano conto che noi ci siamo, che siamo qui. Noi compriamo da loro, ma loro comprano da noi?« Quattrocento anni di »razzismo, sessismo e ipocrisia« sono più che sufficienti. »Andate a votare! Fatevi registrare! Non vi dirò per chi votare, vi dico soltanto una cosa: George Bush parla di che cosa farà John Kerry se fosse eletto. Noi però sappiamo cosa ha fatto George Bush durante questi ultimi quattro anni«. E qui segue l'elenco delle imprese del presidente: »Bush ci ha trascinati in una guerra per la quale ha dovuto inventare una motivazione. Bush ha rilevato un bilancio statale che era a posto ed ha accumulato un deficit record. Bush ha ridotto le tasse ai ricchi. Adesso abbiamo più disoccupati di prima e più persone senza assistenza mutualistica. Bush è responsabile del fatto che le madri in difficoltà non ricevono sussidi e assistenza per i loro figli, che i prezzi della benzina aumentano e che i programmi per l'edilizia popolare sono stati congelati. Non vi dirò per chi votare, vi dico soltanto: andate a votare! Fatevi registrare! Freedom comes with some conditions!« È stata l'omelia più bella che io abbia mai sentito. Ovviamente il reverendo Armstrong ha calcato la mano, perché anche sotto Clinton e i suoi predecessori i neri americani non vivevano in un paradiso con l'aria condizionata, l'assistenza sanitaria e gli hot dog per tutti. Però ha ragione, poiché ad essere penalizzati dalle misure di austerity e dai tagli al sociale e a non trarre alcun vantaggio dalle spese per il riarmo e dalle agevolazioni fiscali per i ricchi sono anzitutto e soprattutto i neri americani. La FAME Church, oltre alla normale scuola domenicale, gestisce un »College Program«, un programma di recupero scolastico dalla nona alla dodicesima classe, che consente ai ragazzi che hanno abbandonato la scuola di concludere gli studi, nonché un consultorio per persone con problemi familiari che non possono permettersi un avvocato. Inoltre organizza gruppi di autosoccorso, come i »Cocaine Anonymous«, e corsi di lingua dei segni per i sordomuti e i loro parenti. E quando il »Minister« durante la funzione religiosa chiama al battesimo i ragazzi, non si limita a pronunciare la formula: »Ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo«, ma aggiunge: »Figlio mio, non dimenticare che siamo la gang più grande della città« e quindi un'esortazione: »Concludi gli studi, iscriviti al college, impara un mestiere, comincia una carriera e fonda una famiglia: in quest'ordine!« Devo confessare che la cosa mi è piaciuta. Che differenza rispetto alle normali messe cristiane, nelle quali si parla di fiamme e di inferno, o rispetto alle liturgie ebraiche, nelle quali per ore ed ore si leggono brani della Torah mentre i fedeli si annoiano. La FAME Church, sul South Harvard Boulevard al centro di Los Angeles, ai suoi frequentatori offre »agitazione« e, soprattutto, entertainment. Il pomeriggio sono poi andato a »Little Tokyo«, downtown L.A. C'era un concerto di musica Klezmer-Mariachi. Normalmente la musica Klezmer è terribile, quella Mariachi idem. Ma abbinate erano bellissime, soprattutto quando ebrei e messicani hanno suonato e cantato insieme La Cucaracha, prima in spagnolo, poi in lingua yiddish. Intorno a me era pieno di giapponesi, tutti felici e contenti. A quel punto ho capito una cosa: qui sto bene, questo è un posto che fa per me.
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